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Serve il libretto caldaia per la certificazione energetica?

Quando si deve richiedere l’Attestato di Prestazione Energetica di un immobile, una delle domande più frequenti riguarda la documentazione dell’impianto di riscaldamento: serve il libretto della caldaia per ottenere la certificazione energetica?

In linea generale, quando nell’immobile è presente un impianto termico, il relativo libretto di impianto è un documento necessario per la corretta predisposizione dell’APE. È però importante utilizzare la terminologia corretta: non si dovrebbe parlare soltanto di “libretto della caldaia”, perché il documento riguarda l’intero impianto termico e può riferirsi anche a sistemi diversi dalla tradizionale caldaia a gas.

Il libretto contiene infatti informazioni utili sulle caratteristiche dell’impianto, sul generatore utilizzato, sulla potenza, sul combustibile, sui controlli effettuati e sugli eventuali interventi eseguiti nel tempo. Questi dati contribuiscono a definire in maniera corretta la prestazione energetica dell’immobile.

Che cos’è il libretto di impianto?

Il libretto di impianto è il documento identificativo dell’impianto termico installato in un’abitazione, in un ufficio, in un negozio o in un altro edificio. Può essere considerato una sorta di carta d’identità dell’impianto, perché raccoglie le sue principali caratteristiche tecniche e ne documenta la gestione nel tempo.

All’interno del libretto possono essere riportati, a seconda della tipologia di impianto:

  • i dati del responsabile dell’impianto;
  • la collocazione dell’impianto;
  • la tipologia del generatore;
  • la potenza nominale;
  • il combustibile o la fonte energetica utilizzata;
  • i componenti principali del sistema;
  • gli interventi di manutenzione effettuati;
  • gli eventuali rapporti di controllo di efficienza energetica;
  • le modifiche o le sostituzioni eseguite nel corso degli anni.

Il modello di libretto oggi utilizzato non riguarda esclusivamente le caldaie. Può comprendere anche pompe di calore, sistemi di climatizzazione, impianti ibridi, generatori a biomassa e altre apparecchiature che rientrano nella definizione normativa di impianto termico.

Libretto caldaia e libretto di impianto sono la stessa cosa?

Nel linguaggio comune le due espressioni vengono spesso utilizzate come sinonimi, ma la definizione più corretta è libretto di impianto per la climatizzazione.

Il vecchio libretto della caldaia era prevalentemente associato agli impianti autonomi dotati di un generatore tradizionale. Con l’evoluzione degli impianti e della normativa, il documento è stato esteso a sistemi più complessi, che possono comprendere più generatori e differenti tecnologie.

Quando viene richiesto il “libretto caldaia” per la certificazione energetica, quindi, si intende generalmente il libretto dell’impianto termico presente nell’immobile, completo delle informazioni e degli allegati disponibili.

Il libretto di impianto serve per ottenere l’APE?

Sì, quando l’immobile è dotato di un impianto termico, il libretto di impianto è normalmente necessario per la redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica.

L’APE descrive il comportamento energetico dell’edificio e considera diversi fattori, tra cui le caratteristiche dell’involucro edilizio, la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento, il raffrescamento e, quando presenti, gli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Il sistema di climatizzazione incide in modo significativo sul consumo energetico complessivo. Per questo motivo è necessario conoscere con precisione la tipologia, la potenza, il rendimento e le altre caratteristiche del generatore.

Il libretto consente di reperire molte di queste informazioni e di verificare come è composto l’impianto. Nei casi previsti, al libretto devono essere associati anche i rapporti di controllo di efficienza energetica e gli altri documenti richiesti dalla disciplina applicabile.

Cosa succede se il libretto della caldaia non si trova?

Può accadere che il proprietario non riesca a trovare il libretto, soprattutto quando si tratta di un’abitazione acquistata da molti anni, di un immobile ereditato o di una caldaia installata in passato.

La prima cosa da fare è verificare se il documento sia conservato insieme ai manuali della caldaia, alle ricevute delle manutenzioni, ai documenti dell’immobile o alle precedenti bollette. È inoltre possibile controllare se una copia sia disponibile presso l’impresa che si occupa abitualmente della manutenzione dell’impianto.

Molte Regioni hanno istituito un catasto telematico degli impianti termici. In questi casi, i dati principali dell’impianto possono essere registrati all’interno del sistema regionale competente. Le modalità di consultazione e aggiornamento, tuttavia, possono cambiare da una Regione all’altra.

Se il libretto non è mai stato predisposto oppure risulta incompleto, è opportuno regolarizzare la documentazione dell’impianto prima di completare la certificazione energetica. Non è consigliabile fornire dati approssimativi o riferiti a una vecchia caldaia che nel frattempo è stata sostituita.

Chi deve conservare il libretto di impianto?

La conservazione e l’aggiornamento del libretto spettano al responsabile dell’impianto. Nelle abitazioni con riscaldamento autonomo, tale ruolo coincide generalmente con l’occupante dell’immobile, che può essere il proprietario oppure l’inquilino.

Negli edifici dotati di impianto centralizzato, la responsabilità è invece normalmente attribuita all’amministratore di condominio o a un soggetto incaricato. In questa situazione, il singolo proprietario può richiedere all’amministratore i dati necessari relativi all’impianto centralizzato.

In caso di vendita o di nuova locazione, è quindi consigliabile verificare per tempo la disponibilità dei documenti energetici e impiantistici, senza attendere le fasi finali della trattativa.

Cosa serve se il riscaldamento è centralizzato?

Quando l’appartamento è servito da un impianto centralizzato, il proprietario potrebbe non avere materialmente a disposizione il libretto completo della centrale termica.

In questo caso, le informazioni relative al generatore e all’impianto comune devono essere richieste all’amministratore del condominio. Possono essere necessari i dati della centrale, la tipologia del generatore, il combustibile utilizzato, la potenza e le informazioni relative ai controlli eseguiti.

La presenza di contabilizzatori di calore, valvole termostatiche o sistemi di regolazione può inoltre incidere sulla descrizione energetica dell’unità immobiliare. È quindi utile recuperare anche le informazioni relative alla distribuzione e alla regolazione del riscaldamento condominiale.

Il libretto serve anche per una pompa di calore?

Il libretto di impianto non riguarda soltanto le caldaie alimentate a gas, GPL o gasolio. Anche una pompa di calore utilizzata per riscaldare o raffrescare gli ambienti può rientrare nell’impianto termico dell’edificio.

La necessità di predisporre e aggiornare il libretto dipende dalla configurazione del sistema e dalle disposizioni applicabili. Per la certificazione energetica devono comunque essere disponibili i dati tecnici dell’apparecchiatura, come marca, modello, potenza e prestazioni dichiarate dal produttore.

Lo stesso principio vale per gli impianti ibridi, nei quali una caldaia viene abbinata a una pompa di calore, e per gli immobili dotati di più generatori. In questi casi, la documentazione deve rappresentare correttamente l’intero sistema e non soltanto uno dei suoi componenti.

E se nell’immobile non è presente una caldaia?

L’assenza di una caldaia tradizionale non significa necessariamente che l’immobile sia privo di impianto termico. Il riscaldamento potrebbe essere garantito da pompe di calore, climatizzatori, stufe, sistemi elettrici o altre apparecchiature.

È quindi necessario distinguere tra assenza della caldaia e reale assenza di un impianto destinato alla climatizzazione degli ambienti.

Quando l’immobile è effettivamente privo di impianto, la certificazione energetica può comunque essere richiesta nei casi previsti. Il calcolo della prestazione energetica viene effettuato secondo le regole applicabili agli edifici senza impianto, considerando un sistema di riferimento previsto dalla metodologia nazionale.

In tale situazione non esiste naturalmente un libretto relativo a una caldaia inesistente. Occorre però descrivere correttamente lo stato dell’immobile ed evitare di confondere l’assenza di un generatore a gas con l’assenza totale di sistemi di riscaldamento o raffrescamento.

Il libretto deve essere accompagnato dal controllo della caldaia?

Il libretto di impianto e il rapporto di controllo non sono lo stesso documento. Il libretto identifica l’impianto e ne raccoglie la storia, mentre il rapporto documenta uno specifico controllo eseguito sul generatore.

Quando previsto dalla normativa e dalle caratteristiche dell’impianto, il libretto deve essere completo dei relativi rapporti di controllo di efficienza energetica. La periodicità dei controlli può dipendere dalla potenza, dalla tipologia del generatore, dal combustibile utilizzato e dalle disposizioni regionali.

Non bisogna confondere il controllo di efficienza energetica con la normale manutenzione. Si tratta di attività collegate, ma disciplinate in modo differente. Anche la frequenza con cui devono essere eseguite può non coincidere.

Un libretto non aggiornato può creare problemi?

Un libretto contenente dati superati può rendere più complessa la ricostruzione delle caratteristiche dell’impianto. Il problema si verifica, per esempio, quando è stata sostituita la caldaia ma nel documento compare ancora il vecchio generatore.

Ogni modifica significativa dovrebbe essere registrata, in modo che il libretto rappresenti la configurazione effettiva dell’impianto. È importante aggiornare il documento in caso di sostituzione del generatore, installazione di una pompa di calore, aggiunta di nuovi componenti o trasformazione del sistema di climatizzazione.

Anche gli interventi eseguiti sull’impianto possono influire sulla prestazione energetica dell’edificio. Una caldaia a condensazione recente, per esempio, presenta caratteristiche diverse rispetto a un generatore tradizionale installato molti anni prima.

Quali documenti preparare per la certificazione energetica?

Per agevolare la predisposizione dell’APE è utile raccogliere in anticipo la documentazione disponibile relativa all’immobile e agli impianti. Oltre al libretto di impianto, possono essere utili:

  • i dati catastali dell’unità immobiliare;
  • una planimetria aggiornata;
  • i dati del proprietario;
  • la documentazione della caldaia o degli altri generatori;
  • i rapporti di controllo di efficienza energetica disponibili;
  • le schede tecniche di pompe di calore, climatizzatori o sistemi ibridi;
  • le informazioni su eventuali impianti fotovoltaici o solari termici;
  • la documentazione relativa a interventi di riqualificazione energetica.

La disponibilità di documenti coerenti e aggiornati permette di identificare correttamente le caratteristiche dell’edificio e dell’impianto, riducendo il rischio di incongruenze nei dati riportati nell’Attestato di Prestazione Energetica.

La validità dell’APE dipende dal libretto della caldaia?

L’Attestato di Prestazione Energetica ha normalmente una validità massima di dieci anni, ma il mantenimento della sua validità è collegato anche al rispetto delle prescrizioni relative al controllo dell’efficienza energetica degli impianti termici.

Quando tali prescrizioni non vengono rispettate, la validità dell’attestato può essere limitata secondo quanto previsto dalla normativa. Inoltre, l’APE deve essere aggiornato quando vengono realizzati interventi che modificano la prestazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare.

La sostituzione della caldaia non comporta automaticamente in ogni situazione il passaggio a una classe energetica molto più alta, perché la classificazione dipende dall’insieme delle caratteristiche dell’immobile. Tuttavia, l’installazione di un generatore differente può modificare gli indici energetici e rendere necessario un nuovo attestato, soprattutto quando l’intervento cambia in modo significativo la prestazione dell’edificio.

Come comportarsi prima di richiedere la certificazione energetica

Prima di richiedere l’APE, è consigliabile controllare che il libretto di impianto sia disponibile, leggibile e riferito al generatore realmente presente nell’immobile.

Nel caso di riscaldamento centralizzato, è opportuno richiedere per tempo all’amministratore le informazioni della centrale termica. Se invece l’impianto è autonomo, bisogna verificare che gli eventuali interventi e le sostituzioni effettuate negli anni siano stati correttamente registrati.

In sintesi, il libretto della caldaia serve generalmente per la certificazione energetica quando l’immobile è dotato di un impianto termico. Più precisamente, occorre fare riferimento al libretto di impianto, che può riguardare non solo la caldaia, ma anche pompe di calore, sistemi ibridi e altri generatori.

Preparare una documentazione completa e aggiornata permette di descrivere correttamente il sistema energetico dell’immobile e di ottenere un APE coerente con le sue caratteristiche reali.

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